Questione di centimetri
Posted by Roch 'n' Rua
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Di solito i modi di dire non sono eccitanti.
Ai proverbi tacitamente si da' un po' di dignità e di autorevolezza - e spesso a ragione - ma ai modi di dire non si fa tanto caso.
Ora, un modo di dire recita che la musica unisce le persone.
E' una frase un po' altisonante e forse in qualche modo melensa, che non mi piace utilizzare, ma questa volta mi perdonerete.
Sebbene io non sia un esempio di persona piacevole con cui passare il tempo - e giuro che me ne rendo conto, anche perchè la moglie, santa donna, me lo ricorda imbronciata a giorni alterni - ho avuto la fortuna sfacciata di imbarcarmi casualmente in un'avventura, qualche anno fa, che mi ha accompagnato per tutta la strada fin qui camminata.
Quest'avventura è l'avventura normalissima e - ragionando per massimi sistemi - per nulla particolare o interessante che tanti ragazzi intraprendono quando passano dall'idolatrare una rockstar in radio al provare a scimmiottare la stessa rockstar tenendo una chitarra in mano.
L'avventura, di per sè sicuramente piacevole, non è che sia una roba trascendentale o fuori del comune: in quanti la si prova ad intraprendere, prima o poi?
Eppure, oltre alla fortuna di riuscire ad intraprenderla, a volte capita di avere un'altra fortuna: quella di intraprenderla con i compagni di viaggio giusti. Oddio, non tutti magari lo sono, a volte si perdono dei pezzi e non sempre utilizzando il dialetto oxfordiano li si accompagna alla porta, a volte lo stesso dialetto non lo si usa per amichevoli scambi di idee, a volta ti incontri e l'aria si taglia con il coltello...
Poi, dopo un po', tutto ricomincia e loro sono sempre lì e tu sei sempre lì e l'avventura è sempre la stessa.
Magari qualcuno ha preso strade diverse - la vita non è questo? - ma quando si tona sull'argomento parlandone, una lucina in fondo alle pupille la vedi ancora.
Alla fine ti rendi conto che magari l'avventura veramente non è così magica: sono i compagni di viaggio ad esserlo. E dunque, se i compagni di viaggio sono magici, sanno rendere magica anche una normalissima passeggiata che quindi diventa a sua volta magia.
Allora ti chiedi se, senza quella normale passeggiata diventata magia, avresti incontrato i compagni di viaggio che hai incontrato. E questo non lo puoi sapere, ma alla fine cosa importa?
Così come una gazzella ogni giorno in africa si sveglia e muore (o qualunque cosa faccia), alla fine ti rendi conto che qualsiasi strada i tuoi compagni abbiano intrapreso, per quanto lontani siano andati e qualsiasi lingua stiano parlando in questo momento, tutto si riduce ad un piccolissimo, misero dettaglio.
Una questione di centimetri.
Perchè quando i tuoi compagni non li vedi,
quando non li senti,
e finanche quando pensi ad altro,
c'è una parte della tua coscienza che sa che ci sono,
sono lì per te. Ti basta allungare una mano per acciuffarli perchè alla fine è solo...
una questione di centimetri.
Non so se gli Uscita di Sicurezza sono diventati magici grazie a chi li ha, nel tempo, vissuti o se grazie al fatto che gli Uscita di Sicurezza sono magici ho potuto incontrare i magici compagni di strada: in ogni caso, non mi importa un granchè. Il fatto è che, mio malgrado, ho potuto incontrare persone magiche vivendo un'avventura magica. E per questo non posso fare altro che ringrazare il cielo.














































