Roch'n'Rua Freeriders Torino

Roch'n'Rua Freeriders Torino
Lunghi giorni e piacevoli notti!

Percorrere i colli dell'Alta Savoia, e scoprire quanto può essere intenso un viaggio fatto da solo…

Posted by Roch 'n' Rua

E' sabato 27-08.
Mentre Torino si sveglia con un forte vento, una vera benedizione dopo un agosto soffocante, mi decido in mattinata tarda a sfruttare la giornata di pieno sole per far un giretto con Evangeline fino al lago di Serre Pon Con in Francia, e lì surfare un paio d'ore.
Sfortunatamente nessun rochers nei paraggi con cui condividere il giro; per cui il tempo di prendere un asciugamano, un costume e una maglia da mettere sotto la giacca e mi ritrovo sulla tangenziale di Torino, in direzione Valle di Susa, con addosso un vento così forte che mi ritrovo più volte a convincere Evangeline a non spostarsi eccessivamente sulla corsia.
Arrivato a Susa, l'aria che si respira è così frizzante che decido di non prendere le gallerie che portano al Monginevro; allungo il tragitto e devio immettendomi sulla statale del Moncenisio, teatro solo la settimana prima di punti di vista diversi tra Dudley e la Gendarmerie in merito al rombo della marmitta di Tarifa, alleggerita giusto per l'occasione del db killer.
Mi fermo ogni tanto a fotografare il paesaggio che mi circonda, osservando i pochi avventurieri che si sono decisi ad affrontare il colle su cui a differenza della settimana prima spira un vento freddo, e procedo fino a Lanslebourg, grazioso paesino da cui non distante sorge il forte dedicato a Marie-Thérèse che, costruito a ferro di cavallo, fa da sentinella alla strada del Moncenisio.
Anche qui mi concedo una breve sosta per osservare le possenti mura, e dopo essere rimasto a masticare un filo d'erba a cavalcioni di un muretto che sembrava messo lì apposta per fermarsi a fare una pausa e guardare il panorama circostante. Saluto il forte e mi rimetto in viaggio in direzione di Modane; poco distante raggiungo un paesino chiamato St.Michel de Maurienne; da qui in poi inizio a rendermi conto che la strada tortuosa che porta al Col du Telegraphe sarà sempre meno facile da percorrere, e ancor meno quella che subito dopo mi porterà al suo fratello maggiore, il Col du Galibier.
I due colli fanno entrambi parte della Route des Grandes Alpes e del Tour de France. La loro dura sequenza di salite vertiginose rende questa tappa una delle più temute, almeno stando a quanto ho avuto modo di apprendere da un cartello a fianco del quale un gigantesco Yeti di paglia con la testa di un vecchio saluta in modo un po' beffardo i turisti che si recano qui in cima.
Inizia a fare sempre più freddo e decido di mettermi la maglia che mi ero provvidenzialmente portato dietro; riprendo a salire attraversando il grazioso paesino di Valloire, sulla cui piazza domina un enorme cervo interamente intagliato nel legno; percorro numerosi e sempre più stretti tornanti, Evangeline sbuffa un po' nelle curve particolarmente ripide che si avvitano su un manto stadrale purtroppo mediocre, ma anche lei sembra affascinata dalla vista sulle alpi marittime che si stagliano tutt'intorno. Arrivato in cima mi fermo per godermi con calma la vista che dal colle spazia in tutte le direzioni, il vento è così forte che inizio a pregustare il windsurf che a valle mi attende, ma rimango a lungo rapito dallo spettacolo che mi circonda, rendendomi conto che all'orizzonte è riconoscibile perfino il Monte Bianco, la montagna più alta delle Alpi.
Scendo lentamente a Briancon, e da lì a Embrun, dove come previsto il vento termico è davvero forte, ma per fortuna la temperatura decisamente più mite rispetto a quella trovata sul colle; nonostante i 200 km percorsi l'entusiasmo è tanto e faccio in tempo a scendere verso il lago che mi ritrovo sopra una tavola con una vela tutta arancione a guardare Evangeline parcheggiata sul bordo del lago che diventa sempre più piccola mentre mi allontano a tutta velocità verso il largo....gioco con il vento per un paio d'ore, e quando mi ritrovo vicino alla giacca della moto e alle scarpe da windsurf che si asciugano nel sole che tramonta sul lago, non mi preoccupo di dover ancora percorrere 80 km che mi separano da oulx dove i miei mi aspettano per cena....una giornata così, anche se sarebbe stato bello condividerla con qualcuno, forse è stata così bella proprio perchè sembrava lì tutta per me.....e io lì per lei....


























Comments (2)

Niente gendarmerie, niente persone nella foto, lago deserto... solo tu ed Evangeline...eri finito in un'area in quel giorno adibita a test-nucleari? Sei sopravvissuto come uno scarafaggio?
Bel giro, se mai Tarifa in futuro fosse in regola in tutto e per tutto...potremo farlo anche noi ;)

Rochers in the summer time try to be the survivors of the mountain's roads! We do our best showing to everyone how many beautiful things you can see thanks to your (little or big) motorbike :O)

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